
Se guardando la locandina di Save the Rebel ti sei chiesto il perché della pecora capellona sopra raffigurata, sei nel posto giusto per scoprirlo.
Per Save the Rebel, l’evento dedicato a chi vuole stanare e valorizzare i ribelli nelle imprese, ci siamo ispirati alla storia di Shrek, la pecora Merino che non conosceva il significato della parola “pecorone” e che perciò ha deciso, un giorno, di ribellarsi.
Ecco la sua storia.
Shrek era un pecora Merino che viveva in Nuova Zelanda, dove veniva allevata assieme alle sue compagne per la sua pregiata lana. Shrek veniva tosata ogni anno ma nel 1998 decise che ne aveva abbastanza e fuggì dall’allevamento. I suoi proprietari la cercarono a lungo, senza trovarla: non potevano sapere che Shrek aveva trovato rifugio in una grotta poco distante dall’allevamento.
Dopo 6 anni, finalmente, Shrek fu ritrovata dai suoi padroni, che però stentavano a riconoscerla: il suo corpo era totalmente ricoperto da un ammasso di pelo che, senza tosatura, era cresciuto a dismisura. Insomma, Shrek aveva addosso 27 kg di lana: molti più dei 4,5 kg che una pecora Merino ha in groppa in media!
Shrek divenne una vera celebrità e quando venne tosata, in diretta tv nazionale, la sua lana venne messa all’asta per beneficenza. L’involontario atto di marketing di Shrek, la pecora ribelle, fruttò all’industria nazionale dell’esportazione di lana circa 100 milioni di dollari.
Non male, per una pecora ribelle!
Ps. Qual è la morale della storia? In breve: se in azienda c’è un ribelle, ascoltalo. Potrebbe fruttarti 100 milioni di dollari, più o meno.
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