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_ Design e arredamento: la tecnologia è la grande opportunità

Ne hanno parlato importanti player del mercato nella Mission Two di SingularityU Legnano Chapter. Dal White Paper “DesignTech for future’, una tavola rotonda sul futuro e le opportunità che la tecnologia rende possibili.

In un momento di riflessione come quello che stiamo vivendo, il dibattito a livello locale su innovazione e tecnologia promosso da SingularityU Legnano Chapter si è occupato del rapporto tra la tecnologia e due eccellenze italiane e del territorio, l’arredamento e design.

L’obiettivo era quello di trovare spunti per il rilancio dell’economia dopo il trauma del Covid-19, e il pretesto è stato un documento, il White Paper ‘DesignTech for future’ prodotto da DesignTech Hub in collaborazione con esperti del settore italiani e stranieri.

Il lockdown? Un acceleratore

Il lockdown è stato lo stimolo per immaginare il futuro degli spazi, mettendo al centro design e tecnologia e coinvolgendo i più importanti player sui temi workplace, education, hospitality, retail e public spaces.

Photo by Victor He on Unsplash

Il risultato è stato un documento che è una traccia intellettuale in grado di farci visualizzare un futuro diverso, superando modelli obsoleti e grazie alla possibilità di sfruttare il potenziale della tecnologia a disposizione oggi.

I protagonisti del White Paper hanno raccontato la loro visione del DesignTech nella Mission Two di SingularityU Legnano Chapter, evento in web streaming andato in scena lo scorso 15 giugno.

Tecnologia, grande opportunità per il Made in Italy

Il White Paper ‘Design 4 Future’ nasce da una convinzione. La tecnologia all’interno dell’arredo dialoga con gli edifici, nelle smart home e nelle smart cities, e con le persone. “Ridefinire dal punto di vista tecnologico gli ambienti in cui viviamo, integrandoli nel design degli oggetti della nostra vita quotidiana, è una grande opportunità per il Made in Italy” ha detto Ivan Tallarico di DesignTech Hub.

L’innovazione ha bisogno del giusto contesto, che va creato e gestito. Bisogna dare vita a sistemi ampi di relazione, ambienti unici in cui conoscenza e valore economico si incontrano, cioè un ecosistema.

Gli ecosistemi oggi sono vitali, sono il modo in cui stimolare e favorire l’innovazione “e questo può avvenire solo quando si incontrano discipline diverse”, ha detto Domenico Agnello, Innovation Ecosystem Lead di PwC, “Questa multisciplinarietà implica una complessità, che va governata per diventare abilitatori di innovazione”.

Workplace: quale sarà il valore degli uffici?

Progettare e ripensare gli spazi ufficio è un tema di stretta attualità dall’inizio della pandemia. La tecnologia ha completamente cambiato la progettazione.

Già prima del Covid avevamo un modello”, ha raccontato Alessandro Adamo, Partner di Lombardini22 e DEGW Italy, “L’osservazione di un campione di organizzazioni ci diceva che la postazione di lavoro veniva occupata per il 50% del tempo. Quindi c’era già in atto una tendenza: il posto di lavoro era diventato dinamico. Da marzo tutte le aziende hanno dovuto rivedere gli spazi ufficio e si sono rese conto che il lavoro va avanti lo stesso”.

Photo by Proxyclick Visitor Management System on Unsplash

Il futuro degli spazi di lavoro? Dobbiamo considerare nuovi aspetti e focalizzarci sulla tipologia di persone che compongono l’organizzazione, sulle loro caratteristiche, in modo da definire un ambiente il più possibile rispondente a queste”.

Dovremo considerare l’oggetto edilizio come qualcosa di più fluido, come succede con il nostro ufficio. L’edificio non deve più nascere con una sola funzione, si deve adattare a più destinazioni”.

Della tecnologia dobbiamo esaminare il modo in cui entra nello spazio e nel vissuto, quali feedback ci dà, così da poterla aggiornare in base alle esigenze che cambiano”. Nel post Covid, il tema del ‘no touch’ è un’area di sviluppo importante e la tecnologia può dare grande supporto.

Cosa intendo con Figital? Una spazio fisico e non per forza un ufficio. In base alle nostre ricerche, durante la pandemia la casa si è fatta preferire nel confronto con l’ufficio: ti puoi concentrare di più, puoi fare call riservate. Il valore dell’ufficio rimane, ed è fatto delle collisioni casuali che oggi ci mancano, del senso di appartenenza e delle connessioni”.

L’ufficio oggi è uscito dall’ufficio, le attività individuali non hanno bisogno di essere fatte per forza lì. Il valore dell’ufficio rimarrà per tutto quello che è connessione fisica, per scambiare e condividere informazioni. Nel settore della moda e dell’architettura, i materiali devono essere visti e toccati, non è qualcosa di virtualizzabile.

Commistione e nuove contaminazioni

Parlando di incontro di più linguaggi e discipline, Massimo Mangini, Presidente del Gruppo Mangini, prevede una contaminazione, positiva, “tra le caratteristiche classiche dell’ufficio, come il design, e quelle del medicale, come i sistemi e i materiali sanificanti. Ma anche nel medicale entrerà il design, per umanizzare gli ambienti, renderli più idonei a persone, i pazienti, che hanno bisogno di maggiore attenzione”.

Sarà una contaminazione a doppia via grazie alla possibilità di importare tecnologia da altri ambiti.

Per il DesignTech, Milano potrà essere l’hub dell’innovazione?

Milano devo prendersi il ruolo di hub del DesighTech”, ha detto Marnix Schrooyen (Global Sales Director di Kreon), “non ha bisogno di sottovalutarsi. In meno di 10 anni la città è cresciuta molto, ha la cultura del ‘saper fare’ nel DNA”.

Photo by Daryan Shamkhali on Unsplash

Oggi l’innovazione, come l’economia, è senza confini, aperta a chi vuole contribuire. Milano dev’essere aperta a farsi contaminare a recepire gli stimoli e gli impulsi che provengono da ogni parte. Per fare questo le aziende del design devo avere una forte impronta digitale ed essere collaborative.

Mi piace dire che ci sono due tipi di innovazione, quella dovuta, quando arriva da una legge che la impone, è quella voluta, quando nasce da un desiderio e da una ricerca. Le vedere aziende innovatrici hanno questo curiosità” ha aggiunto Schrooyen.

Salone del Mobile e Innovation District

Milano quest’anno ha visto la cancellazione dell’evento più importante dell’anno per il mondo degli interni, Il Salone del Mobile. A fianco della Fiera di Rho, sede de Il Salone, è nato il MIND Milano Innovation District, un polmone dell’innovazione. Questi due grandi collettori di interesse si potranno influenzare a vicenda?

Per Alberto Scavolini (Ceo & Managing Director di Ernestomeda Spa) è molto facile pensare che ci sarà una commistione: “Sono affiancanti, qualcosa avverrà sicuramente, ci sarà chi visiterà il Salone e poi andrà al MIND e viceversa”.

L’innovazione deve partire dalle aziende”, ha proseguito Scavolini, “il Salone è una vetrina, un incubatore di innovazione a cui le aziende partecipano per presentare le proprie novità. Penso che la commistione col MIND ci sarà, anche se oggi è ancora difficile prevedere cosa accadrà dopo il Covid agli eventi fieristici”.

L’innovazione parte dalle aziende, anche le più piccole e anche dalle start-up.

Per le nostre aziende è importante trovare delle start-up in grado di integrare gli elementi che sono per noi più familiari, cioè design e performance”, ha commentato Mangini, “L’innovazione non è solo delle grandi aziende, è grazie alle piccole aziende che l’innovazione può anche essere sostenibile, perché possono sperimentare di più”.

Domotica + illuminazione di design: la bulding automation a km zero

Dopo la discussione, ecco qualcosa di pratico e concreto riguardo all’applicazione della tecnologia al design. Un caso studio che viene dal territorio.

Eelectron è un’azienda di domotica con sede a Legnano, Panzeri produce lampade di design e illuminazione architetturale a Biassono. Sono lontane solo mezz’ora in auto, ma le due aziende non si conoscono. A presentarle ci pensa Gianmaria Paganini di The Zen Agency, sponsor di SingularityU Legnano Chapter, che ha ascoltato i bisogni di entrambe e li ha messi insieme.

Da una parte, Eelectron è abituata a fare cose che non si vedono, incassate e nascoste nei muri. Dall’altra, Panzeri ha bisogno di un partner che sappia esaltare la sua produzione totalmente Made in Italy, a km zero, e integrarla con le tecnologie di building automation per passare quindi dall’elettrico all’elettronico.

Così la lampada da tavolo Jackie di Panzeri è diventata, grazie alla tecnologia di Eeelectron, ‘Jackie IoT’, un oggetto capace di dialogare con il sistema di office automation ‘OTOMO’ dell’azienda legnanese.

Non volevamo alterare l’oggetto, un prodotto già minimal e dal design riconosciuto e pluripremiato. Electron però è riuscita a inserire dei sensori in uno spazio ridottissimo, usando sia la tecnologia Bluetooth sia un luxmetro, per interagire anche con la luce naturale” ricorda Federico Panzeri, Global Sales Manager della Panzeri Carlo Srl.

La lampada è diventata così protagonista dell’Internet delle cose: “Un oggetto visibile con a bordo dei sensori che permettono non solo di gestire l’ambiente (illuminazione, temperatura) ma anche di prevedere scenari in base alle specifiche persone (presenza e permanenza) che vi entrano” ha commentato Daniele Caso, amministratore delegato di Eelectron.

SingularityU Legnano Chapter: crediamo nella tecnologia esponenziale come strumento per la crescita del benessere delle persone. Agiamo in un contesto locale, ma parliamo di temi di interesse globale e formiamo comunità di pensatori che guardano al futuro, spinti dalla passione e dalla volontà di fare. Gli eventi che organizziamo riuniscono le persone per avere un impatto positivo, necessario per superare le grandi sfide dell’umanità.

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